Notizie storiche i Simboli Paleocristiani

L’ancora

Presso i Greci, per i quali è importante tutto ciò che riguarda il mare, l’ancora era utilizzata in modo generale come simbolo della vita marittima. Inoltre essa figura sul verso di alcune monete come simbolo di un porto.

         Sono i Cristiani che hanno dato a questo segno un significato religioso; si sa che nel I secolo essi attendevano un ritorno imminente di Cristo e si “ancoravano” a questa speranza escatologica.

Ispirati dalla Epistola agli Ebrei (6,18-20), utilizzarono l’ancora come simbolo di questa speranza. Il Regno di Dio, realizzato al momento della parusia era il porto dove essi avevano la certezza di trovare la pace, quella “Pax” iscritta tanto spesso sugli epitaffi.

L’ancora divenne così l’espressione della certezza che i loro defunti erano arrivati al porto, a quel porto della pace eterna.

L’ancora è spesso rappresentata accompagnata da uno o più pesci che raffigurano Gesù Cristo stesso.

La più antica forma dell’ancora cristiana è quella delle prime ancore marine, formate semplicemente da un’asta e due bracci.

L’ancora cristiana però non seguì l’evoluzione dell’ancora usata dai naviganti; il pensiero religioso si irrigidisce con grande rapidità su forme divenute tradizionali dalle quali non si distacca se non al ritmo dell’evoluzione dottrinale.

Quando cambia, l’ancora diviene cruciforme. Ma non era possibile usare il segno della croce, troppo caratteristico e rivelatore di una appartenenza al cristianesimo quando questa religione era ancora illecita e perseguita. All’ancora semplice si aggiunse quindi una barra a metà dell’asta, creando un simbolo velato della croce stessa.

L’ancora è il primo simbolo della fede cristiana e si trova sugli epitaffi e nelle pietre incise catacombali dei primi tre secoli.

         Sparì del tutto, come simbolo, dopo Costantino. La prospettiva escatologica si era spostata: non era più al centro della evangelizzazione e della dottrina cristiana.

         Quasi 1200 anni dopo, sotto l’influenza umanista e rinascimentale fu riscoperta come simbolo della seconda virtù teologale: la speranza, per la quale il cristiano si “ancora” alla attesa fiduciosa della beata visione di Dio.

ICHTHYS

Certamente uno dei più antichi simboli della cristianità è il cosiddetto PESCE (ICHTHYS).

Esso compare in alcune delle prime iscrizioni e monogrammi molto antichi e la sua origine viene attribuita alla trascrizione dal greco antico al latino delle iniziali delle parole della seguente frase greca:

“Iesùs CHristò THeù HYiòs Sotèr” che tradotta in italiano significa: “Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore”.

         Quando, minacciati dai Romani nei primi secoli dopo Cristo, i Cristiani marcavano posti di riunioni e tombe con il classico segno del pesce e anche per distinguere amici da nemici.

         Secondo una ipotesi ben consolidata, quando un cristiano incontrava uno sconosciuto per strada, il Cristiano tracciava un arco per strada e se lo sconosciuto completava il disegno con un arco opposto si identificava anche lui come cristiano formando appunto il simbolo del pesce.

         Anche Greci, Romani e altri pagani usavano il simbolo del pesce. Rispetto alla croce quindi destava pochi sospetti facendone un perfetto simbolo segreto per i credenti perseguitati. Perciò i primi cristiani fecero spesso uso di questo segno.

         Il pesce rimandava anche a temi teologici. Gesù sfamò 5.000 persone con due pesci e cinque pani. Gesù chiamò i suoi discepoli “pescatori di anime”; perciò, con tanti richiami presenti nel Nuovo Testamento, fu facile assimilare l’acronimo greco Ichthys al nome stesso di Gesù.

Nella nostra chiesa

Sulle pareti, realizzate con getti verticali in calcestruzzo a vista, sono state inserite le figure – visibili in chiesa, nei corridoi di ingresso e in cripta – che riproducono le iconografie catacombali sopra descritte.          La realizzazione è stata ottenuta applicando su “panforte” (pannello di listelli di legno incollati fra loro e rivestiti da uno strato di compensato) delle sagome di legno, ritagliate secondo il disegno voluto, e sostituendo con il pannello matrice le tavole del cassero di contenimento della gettata.

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