Notizie storiche il Cristogramma

la ruota

Nei più antichi documenti e fino all’epoca carolingia (XI-XII secolo d.C.), questa ruota è una croce racchiusa in un cerchio o, più spesso, il monogramma di Cristo ugualmente iscritto in un cerchio. Questo segno è analogo alla “ruota cosmica” che altro non è se non il diagramma del mondo stesso rappresentato nel suo movimento ciclico.

            Le sei direzioni contrassegnate dalle lettere X e P riunite nel disegno corrispondono a quelle che determinano i due assi cardinali e l’asse polare proiettato su un piano. Peraltro sono largamente attestati alcuni monogrammi senza l’anello della lettera P, che rivelano direttamente il loro carattere cosmologico. Si vede chiaramente che questa figura riproduce in geometria piana la croce.

Tale figura è l’immagine astratta del Verbo divino sotto il duplice aspetto di Verbo cosmico della Rivelazione naturale e di Verbo incarnato che porta il nome di Cristo, come esprimono magnificamente le lettere che si confondono con il diagramma Spazio-Tempo.

Questo simbolo, inciso sull’architrave delle chiese carolinge esplicita l’assimilazione della porta a Cristo.

E’ questa figura che, in combinazione con” l’oculus” orientale, ha portato alla nascita del rosone, il cui carattere di ruota cosmica è attestato dal fatto che essa ha molto spesso dodici raggi e che i segni dello Zodiaco o i dodici apostoli sono raffigurati sulla circonferenza di alcuni medaglioni, mentre il centro – il motore immobile – è occupato da Cristo in gloria. Diventata rosone, la ruota cosmica è risalita all’architrave al di sopra della porta.

In un’ultima fase, nell’epoca gotica (X-XIII secolo) le tre porte con la rosa sono state sormontate da un grande cornicione che si ispirava agli archi di trionfo romani i quali avevano anch’essi tre aperture. La caratteristica particolare dell’arco di trionfo proviene dal fatto che esso è porta allo stato puro, una porta che si apre sul vuoto che è in realtà il mondo stesso e tutto lo spazio del cielo. Non è possibile immaginare un simbolo più adeguato alla “porta celeste”.

Quando si mise la rosa al centro, il grande portale trasformato in arco trionfale divenne un’immagine ancor più sorprendente della “Janua coeli” in cui splende il sole divino.  

il Cristogramma XP

Questo simbolo è formato da due lettere greche sovrapposte: la X (“chi” in greco) e la P (“rho” in greco), le due lettere iniziali del nome di Cristo. Cristo vuol dire “unto” e traduce il termine ebraico “Messia”.

Due episodi evangelici ci aiutano a comprendere meglio questa realtà: l’avvio di del ministero apostolico di Gesù e la professione di fede di Pietro.

Gesù, all’inizio della sua vita pubblica, leggendo le Scritture nella sinagoga di Nazareth, applica a sé un brano del profeta Isaia: “Lo Spirito del Signore è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di misericordia del Signore.

(Is.61,1-2; cfr. Lc 4,18-19)

Pietro, alla domanda chi fosse Gesù, rispose: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Mt. 16,16).        

Questo simbolo, allora rappresenta la missione di Gesù, l'”Unto” per eccellenza, consacrato e inviato per la salvezza degli uomini, come ci ricorda san Pietro: “Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazareth, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.” (At 10,37-38).

         L’imperatore Costantino adottò questo simbolo forse su ispirazione divina “in hoc signo vinces“, “con questo segno vincerai” alla vigilia della battaglia di Ponte Milvio contro Massenzio il 28 ottobre 312; Nel simbolo da lui adottato, la ruota cosmica è sostituita dalla corona di alloro come auspicio di vittoria.

Alfa e Omega

Alfa e Omega sono la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto greco (come la A e la Z lo sono per l’alfabeto italiano).

Queste due lettere si riferiscono a Gesù, principio e fine della Storia, secondo quanto ci viene riferito dal libro dell’Apocalisse: “Io sono l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era e che viene; l’Onnipotente!” (Ap.1,8).

         E’ proprio di noi cristiani vivere “tra il giorno della risurrezione di Cristo e della sua venuta“. Durante la Veglia pasquale, queste due lettere vengono incise dal sacerdote sul cero pasquale mentre pronuncia la formula: “Il Cristo di ieri e oggi: Principio e Fine, Alfa e Omega. A lui appartengono il tempo e i secoli. A lui la gloria e il potere per tutti i secoli in eterno. Amen.”

         Gesù è il principio e la fine delle cose poiché egli è Colui che dà compimento alle aspirazioni degli uomini, perché il Signore è il fine della storia umana, il punto focale dei desideri della storia e della civiltà, il centro del genere umano, la gioia di ogni cuore, la pienezza delle loro aspirazioni” (GS 45).

Con il battesimo inizia la nostra vita da cristiani: l’Alfa; dobbiamo impegnarci affinché il nostro tempo sia vissuto intensamente sul piano spirituale per arrivare all’Omega della nostra vita terrena, degni di entrare nella vita eterna. 

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