Spazio e tempo categorie a dentro le quali si processa la nostra esperienza di vita

Carissimi parrocchiani Buon Giorno! Siamo arrivati alla fine del mese di marzo. Se il 23 febbraio, quando sono state sospese le celebrazioni e siamo stati invitati a rimanere in casa, ci avessero detto che avremmo dovuto rimanere isolati per più di un mese, ci saremmo disperati e forse anche rivoltati e avremmo pensato che non ce l’avremmo fatta. Grazie a Dio il tempo è passato anche se in mezzo a preoccupazioni e paure ed ora cominciamo a vedere qualche spiraglio che ci indica l’uscita. Oggi riflettiamo sul tempo. Qualcuno ha detto che il coronavirus ha ridotto lo spazio e ampliato il tempo. Quando studiavo la filosofia di kant mi sono quasi convinto che spazio e tempo sono categorie a priori dentro le quali si processa la nostra esperienza di vita. In realtà il tempo passa inesorabilmente senza che noi ce ne accorgiamo. Noi possiamo vivere soltanto il presente perché il passato già non è più e il futuro non è ancora. Il presente è uno scorrere del futuro nel passato. Prima di questa pandemia molti dicevano di non avere tempo perché avevano sempre tante cose da fare, dovevano correre continuamente; ora rinchiusi in casa ci accorgiamo che abbiamo tutto quel tempo che prima dicevamo di non avere. E il tempo è un dono prezioso di Dio dentro del quale noi viviamo la nostra missione qui sulla terra. Ecco perché dobbiamo vivere bene il presente per fare il bene. Ora abbiamo tempo per stare in famiglia, per conversare con i figli, per coltivare gli affetti più cari, per pregare, per riflettere assieme sul senso della nostra vita e dare una risposta ai “perché” più profondi che sono dentro di noi. Una storiella dice così: immagina che una banca depositi ogni giorno sul tuo conto 86.400 euro con l’obbligo di usarli perché a fine giornata il tuo conto viene azzerato. Tu certamente faresti di tutto per spendere bene e tutti quei soldi in giornata. Ebbene ogni mattina il TEMPO accredita sul tuo conto 86.400 secondi e alla sera azzera sempre il conto. Non permettere pertanto che nessun secondo vada sprecato, ma vivi intensamente.

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