Commento al vangelo di Pasqua. Gv 20, 11-18

L’amore è mattiniero e anticipa l’aurora. Quando era ancora scuro, dopo una notte insonne, Maria di Magdala va in cerca del suo Gesù e si reca al sepolcro per incontrare di nuovo colui che la morte le ha rapito. Non trova pace, ha perso l’amore della sua vita. Ci sono momenti nella vita in cui tutto si sgretola. Sembra che sia finito tutto. Morte, disastri, dolori, malattie, delusioni, tradimenti! Tante cose che possono farci mancare la terra sotto i piedi e che possono spingerci verso una crisi profonda. Vedendo la tomba vuota, Maria si dispera e piange pensando che qualcuno abbia portato via il corpo di Gesù. Penso a tante persone che hanno pianto la morte di un proprio caro durante questa pandemia e non hanno neppure potuto accompagnarlo alla sepoltura, per loro prego in questa Pasqua perché il Signore manifesti loro la potenza della Risurrezione.  Maria cerca, vuole trovare Gesù come tante persone continuano a cercare e vorrebbero incontrare una ragione perché accadono certe cose. Gesù è là presente nella persona di un giardiniere e si fa presente nella vita di ciascuno di noi attraverso tante persone, un amico, un’amica che ci ridanno speranza e possono farci scoprire che l’amore è più forte della morte e della sconfitta. Il giardiniere la chiama per nome “Maria”. Il nome rievoca tutta una storia, una vita e Maria si sente riconosciuta nella sua identità e con gioia immensa riconosce il suo Signore e vuole riabbracciarlo. Ma ora Gesù, il Maestro è il Risorto, è l’affermazione definitiva del fatto che l’amore vince la morte. Nella sacra Scrittura noi riscontriamo che amore e morte sono i due nemici per eccellenza: non la vita e la morte, ma l’amore e la morte! E la morte, che tutto divora, che vince anche la vita, trova nell’amore un nemico capace di resisterle, fino a sconfiggerla. “I fedeli nell’amore rimarranno presso di Lui, perché grazia e misericordia sono per i suoi eletti”. Domandiamoci: perché Gesù è risorto da morte? É risorto perché la sua vita è stata amore vissuto per gli uomini e per Dio fino all’estremo: «avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine». Gesù è stato risuscitato dal Padre in risposta alla vita che aveva vissuto, al suo modo di vivere nell’amore fino all’estremo: potremmo dire che è stato il suo amore più forte della morte. Gesù si rivela a Maria, ma anche le comanda di annunziare quanto lei ha visto ai suoi discepoli. Il Cristo cercato sempre diviene il Cristo trovato. Il Cristo trovato deve divenire il Cristo donato. Oggi voglio ricordare a me stesso che ogni sforzo di evangelizzazione deve per forza passare attraverso un incontro personale, unico e quotidianamente rinnovato con il “mio Signore”! E allora carissimi, se siamo risorti con Cristo, siamo creature nuove per testimoniare nella carità la potenza della Risurrezione.

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