Messa: Accoglienza iniziale

Carissimi parrocchiani e amici, Buon Giorno! Iniziamo oggi una breve spiegazione e semplice riflessione sulla Messa e le sue varie parti, così ci prepariamo a ritornare a partecipare alla celebrazione eucaristica nella nostra chiesa. Dobbiamo imparare a vivere bene la santa messa per entrare nel mistero di Dio. La messa non è una rappresentazione dell’ultima cena, ma è proprio l’Ultima Cena; è proprio vivere un’altra volta la passione e la morte redentrice del Signore. È una teofania: il Signore si fa presente sull’altare per essere offerto al Padre per la salvezza del mondo. Oggi parliamo dei riti iniziali o ACCOGLIENA INIZIALE. La celebrazione domenicale può essere paragonata a un incontro di famiglia: i figli vanno con le loro famiglie visitare i genitori e pranzare con loro. La Chiesa è la casa del Padre, è la famiglia delle famiglie, è l’ecclesia dove si radunano le persone giunte dalle varie parti. Il sacerdote, in nome di Dio accoglie e saluta tutti e allo stesso tempo le persone si accolgono e si salutano reciprocamente e partecipano alla festa. Ci si veste a festa non per fare sfoggio dei vestiti firmati o per dimostrare potere e ricchezza, ma perché andiamo ad un importante ricevimento: il proprio Signore dei signori ci ha invitato. Non si va a “sentire la messa , ma a “partecipare”, essere parte attiva nella messa. Il canto è espressione della nostra gioia nel partecipare alla festa. “Accogliere” vuol dire uscire da se stessi, andare incontro agli altri, spostare l’attenzione da noi stessi verso gli altri, lasciarci scomodare, in una parola significa amare davvero. Quando ci mettiamo al servizio degli altri il nostro tempo non ci appartiene più. Con la grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo entriamo in comunione con nostri fratelli e ci disponiamo ad accoglierli con gli stessi sentimenti di Gesù Cristo. Ecco l’importanza della “grazia”, l’amore di Dio che viene riversato nei nostri cuori e ci spinge ad amare gli altri. È proprio vero che la vita senza la grazia è una disgrazia, senza amore non c’è vita.

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