Messa: Comunione

Carissimi parrocchiani e amici Buon Giorno! continuando la nostra riflessione sulle parti della messa, oggi parleremo della COMUNIONE. La messa è chiamata anche banchetto eucaristico perché è stato durante l’ultima cena, quando Gesù, seduto a tavola con gli apostoli per celebrare la pasqua ebraica, ha istituito il sacramento dell’Eucaristia. Ha escogitato la maniera di rimanere per sempre con noi, rimanere in comunione con noi facendosi nostro alimento. Non si vive senza alimentarci. Quando noi assimiliamo gli alimenti il nostro organismo li trasforma in sangue, carne, ossa, muscoli del nostro corpo, diventano nostra vita perché noi siamo superiori agli alimenti. Ma quando riceviamo il Corpo di Cristo, noi siamo assimilati, configurati a Cristo perché Lui è superiore. In ogni riunione di famiglia condividiamo assieme anche qualcosa da mettere sotto i denti, alimentarci assieme è condividere la nostra vita, è accoglierci, è fare comunione. Vi immaginate di essere invitati a un banchetto e al momento di metterci a tavola, qualcuno sta in disparte e non assaggia niente! Gli altri si chiedono: forse non sta bene? cosa è successo? si è arrabbiato con qualcuno? Così anche la messa diventa incompleta senza la comunione. La comunione non è soltanto premio per i perfetti, ma anche alimento per i deboli e medicina per i peccatori. Certamente nessuno è degno di ricevere il Corpo del Signore, ma durante l’atto penitenziale della stessa messa chiediamo perdono dei nostri peccati veniali e per chi volesse prima della messa c’è sempre a disposizione un sacerdote per le confessioni, sarebbe meglio prima piuttosto che durante la messa. La comunione con il Signore è la ragione e il fondamento della comunione tra di noi e con coloro che serviamo nell’esercizio della carità. «L’Eucaristia è il segno di unità e il vincolo di carità, capace di fare un solo corpo e un solo spirito di tutti coloro che mangiano dell’unico pane». Vale per noi il richiamo dell’apostolo Paolo «vi esorto a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione» (Ef 4, 1-4).

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