Commento al vangelo della V Domenica di Pasqua Gv 14, 21-24

L’amore non è fatto di parole ma si traduce in attitudini concrete: Non chi dice Signore, Signore entrerà nel Regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli entrerà nel Regno dei cieli. Non chi mi dice ti amo, ti voglio bene, ma chi osserva i miei comandamenti e li mette in pratica è colui che mi ama. Cerchiamo di capire il concetto stesso di amore. Comunemente amore è l’accostamento di un cuore ad un altro cuore, di un corpo ad un altro corpo, di una vita ad un’altra vita. Per Gesù amore è obbedienza alla Sua Parola. Gesù dona i suoi comandamenti, chi li accoglie,  chi li mette in pratica, chi li osserva, ama Gesù. I comandamenti di Gesù sono gli stessi dati dal Padre suo portati nella pienezza della loro verità e dell’amore nel Vangelo. Dio esce da se stesso e dice “Verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”.  Chi ama Gesù è amato da Dio e diventa dimora, casa per Dio. Bellissima questa espressione! Diventiamo casa di Dio, dimora di Dio, tempio di Dio. Dio si fa come noi per farci come Lui. Allora è giusto che ci chiediamo cosa è il vero amore, l’amore puro, santo, divino? Il vero amore, quello di Dio, è un vero passaggio, un esodo perenne: è uscire dalla nostra umanità per entrare nella divinità del nostro Dio. È un uscire da noi stessi per inabissarci in Dio. È uno spogliare noi stessi per rivestirci della natura divina. Per entrare nella natura divina, per divenire partecipi della natura divina, vi è una sola via: l’ascolto della parola di Gesù. Si ama Gesù, si entra nella sua Parola, la sua Parola entra in noi e a poco a poco ci divinizza. Gesù ha fatto il più bello elogio di sua madre quando ha detto: “Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”. E chi più di Maria santissima ha ascoltato e messo in pratica la Parola di Dio?L’ascolto e il mettere in pratica sono le due cose che ci rendono familiari nel nostro rapporto con Cristo. Infatti non si può dire che l’amore è vero se la parola di chi ci ama non è una parola che prendiamo sul serio, che accogliamo, che vagliamo, che lasciamo ci metta in discussione, o ci incoraggi. L’amore è sempre la declinazione di un ascolto. Chi non ascolta non ama. E in secondo luogo poi l’ascolto deve diventare anche una decisione, un tentativo, un modo per mettere in pratica ciò che abbiamo riconosciuto essere vero .

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